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Albo e Unrae spingono i giovani verso il trasporto

Albo e Unrae spingono i giovani verso il trasporto


Secondo l’immaginario collettivo un giovane non dovrebbe essere particolarmente interessato a diventare driver di veicoli pesanti,perché l’opinione pubblica ha un’immagine negativa della professione, perché la soddisfazione economica non è rapportata ai sacrifici richiesti e anche perché è un mestiere destinato a sparire.

L’Albo dell’Autotrasporto, con il sostegno di Unrae, ha così messo in atto una strategia per far avvicinare i giovani alla professione, ottenendo un riscontro molto positivo.

Difatti sono arrivate quasi 2.511 domande che hanno addirittura richiesto un incremento dei fondi di ben 3 milioni di euro.

La riuscita del progetto è stata determinata da diversi fattori quali la modalità di organizzazione e la capacità degli organizzatori di sfatare i luoghi comuni. I membri di Unrae hanno spiegato con attenzione cosa significa guidare un camion, quali strumentazioni ultra moderne ci sono all’interno della cabina, che tipo di preparazione informatica deve possedere chi sarà chiamato a condurli. In questo modo i camion diventano mezzi tecnologici che devono essere affidati a conducenti preparati.

Come ha sottolineato il presidente della sezione Veicoli Industriali di Unrae, Franco Fenoglio “il camion avrà un futuro garantito anche in un futuro intermodale, in quanto riesce a coniugare il massimo della tecnologia in termini di connettività e sicurezza della circolazione con l’elasticità di impiego e versatilità nella circolazione e distribuzione delle merci. La tecnologia di bordo è uno strumento che va gestito da personale sempre più qualificato, competente e responsabile. E quindi i giovani che hanno queste caratteristiche hanno ottime possibilità di costruirsi una professione. In questo modo, peraltro, il Progetto Giovani Conducenti dell’Albo finisce per fornire un impulso positivo alla soluzione del problema della disoccupazione giovanile”.

Ovviamente si sta pensando anche a come inserire questi giovani nel mondo del lavoro evitando di limitare l’investimento alla sola formazione.

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