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Come il meteo può influire sul futuro dei droni da delivery

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Se il futuro delle consegne sembra ormai essere scritto per appartenere ai droni, ora che cominciano ad aprirsi sempre più prospettive per la loro messa in campo, cominciano a saltar  fuori anche le prime sfide logistiche.

Perché se da un lato bisogna già affrontare il tema della sicurezza, e far si che i droni non precipitino, non perdano il controllo, e mantengano la quota; o che mantengano le prestazioni, dei motori nel caricare il peso, della durata delle batterie o l’investimento per la creazione di stazioni di carica lungo il percorso; ora c’è anche una nuova sfida da sormontare: il fattore meteo.

Perché sebbene la tecnologia si sia incredibilmente sviluppata nel campo delle previsioni metereologiche, è innegabile che esse non siano sempre precise al cento per cento. E pensare anche a quei paesi le cui variazioni climatiche sono molto più tempestive e imprevedibili, nel quale un drone potrebbe trovarsi ad affrontare un cambio climatico nel giro di poche ore .

Il problema delle condizioni meteo può rivelarsi molto significativo, specialmente per quelle aziende dell’ecommerce e dei corrieri, come Amazon che, prima fra tutte,  primeggia nella scommessa sulle innovazioni, e che sempre prima su tutte sta investendo cifre altissime per sviluppare proprio le consegne su drone in modo da sostituire progressivamente il trasporto su strada.

La soluzione più probabile è sicuramente quella di investire in speciali sensori in grado di raccogliere dati metereologici (temperatura, forza e direzione del vento, tasso di umidità e pressione atmosferica) da fornire poi in dotazione ai droni addetti alle consegne, quasi a rendere i droni stessi una sorta di stazioni meteo volanti, che condividano le informazioni con le stazioni meteo locali e decidano di conseguenza quando sia il caso di procedere con la consegna e quando no.

Nonostante tutto, questa soluzione non sarebbe affatto semplice, è da considerare infatti il peso che tali implementazioni avrebbero sul drone stesso: dal punto di vista tecnico sarebbe infatti molta l’energia prelevata da tali software di elaborazione e comunicazione, a discapito dell’energia usata dal drone in se.

Da ciò ne consegue che tutte quelle aziende che vorranno investire in tale settore, dovranno riservare anche maggiori fondi per la ricerca e vedere innalzato il costo per la produzione di ogni drone. Fattore che potrebbe ritardare ancora il giorno in cui vedremo come normalità le tanto discusse consegne su drone.

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