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Il mondo automotive alla conquista dell’idrogeno

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E’ ambizione di molti, ormai, progettare auto a idrogeno, di quelle che imitano la tecnologia ormai assodata dalle case automobilistiche asiatiche e che stanno portando al successo, in termini di innovazione, Toyota, Honda e Hyundai ma anche Kia e Nissan.

Eppure il problema principale resta uno, per tutti, il rifornimento.

Toyota cerca di trascendere il problema, convinta dell’importanza della tematica carburante alternativo/lotta all’inquinamento  e dà il via alla produzione in serie, di un veicolo battezzato come Mirai, e che risulta essere  la prima vettura a celle di combustibile a venir fuori dalla catena di montaggio. 

Perché l’auto elettrica è una buona soluzione ma quella a idrogeno potrebbe non avere eguali, pur essendo notoriamente più complessa a livello tecnico, e quindi più lenta ad affermarsi. E’ proprio questa quindi la nuova sfida, del settore automotive, che si va ad affiancare a quelle già note della guida autonoma, dell’intelligenza artificiale, del cloud e delle auto connesse. 

In Europa a sfidare la sorte e a mettere alla prova le proprie abilità ci sono Volkswagen, che a Ginevra ha esposto la versione ad idrogeno della Golf, la Variant Hymotion, Bmw che ha stretto un patto indissolubile con Toyota per la condivisione delle tecnologie a idrogeno e delle celle a combustibile e Mercedes che sta lavorando al modello destinato a subentrare alla Classe BF-Cell. 

Herbert Kohler, capo ricerca Mercedes, ha dichiarato che “Con più di 300 mila veicoli e circa 9 milioni di km percorsi abbiamo dimostrato che l’auto ad idrogeno è pronta per la strada ma c’è molto da fare per la rete di rifornimento in Europa. Entro il 2018 in listino un nostro modello ad idrogeno”. E sono pronte a entrare in partita anche Ford e GM.

Nonostante questi passi avanti resta il problema del carburante che non può diventare di uso comune se continua ad essere assente un’adeguata rete di rifornimento, per giungere a questa conclusione è sufficiente pensare che in Italia esiste una sola stazione a idrogeno, e che questa è a Bolzano. Qualche passo in avanti è stato fatto in Germania dove è stata inaugurata da Hyundai la prima stazione pubblica, e  a Parigi e dove c’è una flotta di taxi fuel cell. 

Thomas Brachmann, capo europeo del progetto Honda Clarity Fuel Cell ha affermato a riguardo: “Oggi vogliamo liberarci dalla dipendenza del petrolio e dai Paesi che lo produono ma se puntiamo tutto sulle batterie – e quindi sull’auto elettrica – diventeremo dipendenti da altre zone del mondo, come il Sud America, dove si estrae il litio, o come la Cina, dove si trovano le terre rare. Il platino che si utilizza nelle celle a combustibile è più diffuso e l’idrogeno è ovunque, basta avere l’energia per estrarlo. Un giorno questa energia potrebbe provenire tutta da fonti rinnovabili, anzi l’idrogeno sarà un ottimo modo per compensare le oscillazioni tipiche del solare e dell’eolico”.

 

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