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L’Italia dell’Internet of Things

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La crescita dell’Internet of Things è un dato di fatto che ormai raggiunge il 40% in più rispetto al 2015, una crescita che è ben superiore, o in linea, a quella degli altri paesi occidentali.

Da dove arriva questa spinta? Molti di questi numeri derivano dalla legge che impone alle utility di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro il 2018 e che ha fatto ovviamente aumentare lo Smart Metering gas e lo Smart Asset Management nelle utility; ma parte di questi numeri sono da ritrovarsi anche e soprattutto tra la diffusione sempre più crescente delle Smart Car. A ciò va inoltre aggiunto il numero sempre più in aumento degli oggetti connessi tramite rete cellulare.

Anche il campo della sicurezza negli edifici non è da trascurare: lo Smart Building ha infatti subito una crescita del 45% rispetto al 2015, grazie a soluzioni per la sicurezza negli edifici, e al graduale coinvolgimento dei piccoli uffici e negozi dopo le grandi strutture industriali.

Ruolo nell’aumento della percentuale italiana hanno avuto anche le soluzioni nella Smart Logistics, dove, per la gestione delle flotte aziendali e antifurti satellitari, oltre 800.000 mezzi per il trasporto sono stati connessi tramite SIM.

In ultimo è da considerare il settore della Smart Home, che con il 7% del mercato segue nelle applicazioni nella sicurezza.

«Nel 2016 abbiamo osservato importanti segni di maturità dell’Internet of Things in Italia: nuove reti di comunicazione 'Low Power Wide Area', maggiore offerta di soluzioni, crescita significativa del mercato. È il momento di andare oltre la connessione degli oggetti, spostando l’attenzione verso i servizi. L’auto connessa abiliterà nuovi servizi per sicurezza, manutenzione, navigazione, risparmio energetico, mobilità condivisa. I dispositivi Smart Home controlleranno i consumi energetici e segnaleranno tentativi di effrazione. In fabbrica con l’IoT si potrà fare manutenzione predittiva e pagare i macchinari in base all’effettivo utilizzo. Nella Smart City i dati raccolti possono alimentare 'sistemi operativi' per governare meglio il territorio e offrire servizi di valore per la comunità».

Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things

Tutti questi settori, non potranno che trovare un’evoluzione nel futuro, mentre invece ancora in stato embrionale sono le applicazioni intelligenti in ambiti come la Smart City, con un potenziale ancora quasi del tutto inesplorato in maniera efficiente, con sperimentazioni in atto solo in alcune città come Milano; e la Smart Agricolture, dove da sfruttare è ancora la tracciabilità dei prodotti e la gestione delle attività agricole soprattutto per le colture ad alto valore.

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