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Ricarica a induzione per i veicoli?

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Tra le varie ricerche che si stanno effettuando in ogni campo per sfruttare al meglio l’energia elettrica, alcuni si stanno muovendo anche verso la così detta ricarica a induzione. La novità di tale idea consisterebbe in un metodo di alimentazione dei veicoli senza alcun contatto, che arrivi dal disotto del manto stradale:

«Si tratta della cosiddetta ricarica ad induzione: una bobina di rame in cui circola elettricità, produce un campo elettromagnetico, che induce in una bobina simile, posta a distanza, una corrente elettrica»

Vincenzo Cirimele (ingegnere elettrico del Politecnico di Torino)

È questo un progetto si sta sviluppando dagli studi del politecnico di Torino e prende il nome di ‘Charge While Driving’, un’idea che per quanto può sembrare innovativa, era già stata pensata dal fisico Nikola Tesla, che nel 1893 fu capace di accendere a distanza con essa delle lampadine elettriche.

Ciò che però ha reso ora fattibile tale idea è il progresso nell’elettronica e il crollo dei prezzi e dimensioni dei componenti, passi avanti che al momento hanno permesso la comparsa di diversi sistemi commerciali di ricarica statica ad induzione delle batterie dei veicoli elettrici. Trasferire direttamente l’energia all’auto mentre si muove potrebbe quindi essere davvero il prossimo passo; un’energia che possa essere usata direttamente dal motore, senza aver perdite dovute a carica e scarica della batteria.

Esperimenti sono già stati effettuati in località come il Sud Corea, dove le implementazioni necessarie al veicolo, per il totale sistema di ricezione dell’energia, corrisponderebbe solo a una ventina di chili in più, qualità che renderebbe tale innovazione applicabile a qualunque modello di auto elettrica, rendendola così capace di muoversi ad induzione.

Tale innovazione contribuirebbe inoltre a combattere la ‘range anxiety’, uno dei problemi che frena la diffusione dei veicoli elettrici, ovvero la paura dei consumatori di non poter fare lunghi viaggi, e poter rimanere senza energia durante il viaggio.

I contro di tale idea, però, consisterebbero nei miliardi che dovrebbero venir spesi per le implementazioni necessarie per l’elettrificazione delle strade, dovendo inserire bobine nel manto stradale stesso. Una soluzione potrebbe essere quella di sfruttare tale tecnologie nelle aree di sosta, o per i casi di trasporto pesante, dato che  ancora difficile immaginare batterie che riescano a muovere un Tir.

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