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Scania punta e investe sull’V8 a otto cilindri

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Se la concorrenza opta per il motore a 6 cilindri per veicoli pesanti, Scania, sempre desiderosa di andare controcorrente, punta e investe sull’V8 a otto cilindri, unico esempio a sedici litri sopravvissuto all’avvento dell’Euro 6.

Infatti, mentre configurazione di base e monoblocco restano identici, il nuovo motore presenta la separazione dei collettori di scarico che arrivano al turbocompressore e il lato turbina viene alimentato dalle due bancate verso i cilindri con entrate distinte.

La novità sta anche nel turbocompressore che è un Rotated Twin Scroll FGT a geometria fissa,più leggero ma al tempo stesso più robusto e montato direttamente sul monoblocco. Un’ulteriore innovazione sta nel sistema di alimentazione, dato che i condotti di aspirazione dell’aria hanno una forma più lineare e che il carburante raggiunge i cilindri tramite un rail principale al alta pressione da cui si diramano le tubazioni più lunghe verso i cilindri, così da facilitare gli interventi di manutenzione. Non è da sottovalutare poi la riduzione dell’attrito interno tramite la revisione della testata, dei pistoni e degli spinotti, del basamento, delle bronzine e infine dell’albero motore.

Il V8 Scania è disponibile in quattro classi di potenza tra cui una versione di 650 CV con coppia di 3300 Nm, mentre la maggior parte resta da 730 CV ed offre coppia massima di 3500 Nm.

Le altre potenze? Sono 520, 580, 650 CV, tutte erogate da 95’’ a 1350 giri/min, con coppia massima di 2700 Nm, 3000 Nm e 3300 Nm ed in questi casi il trattamento dei gas di scarico avviene tramite sistema SCR. Per risolvere il problema del motore di grande dimensione che eroga potenza relativamente bassa, pompando più aria rispetto al calore che produce, è stato rispolverato un vecchio sistema risalente agli anni ’50. Questo si fondava sul fatto che veniva utilizzato un profilo speciale sull’albero a camme per le valvole di aspirazione, le quali possono restare aperte più a lungo del normale nella fase di compressione. Così viene pompata meno aria fresca al motore, contribuendo a mantenere elevata la temperatura di esercizio a beneficio del consumo di carburante. Gli ingegneri Scania però hanno anche studiato altre soluzioni per ridurre i consumi di carburante di un ulteriore 2%: una riguarda la pompa dell’olio, dove un termostato assicura un aumento più veloce della pressione dell’olio all’avviarsi del veicolo; l’altra l’impianto di raffreddamento del motore: grazie a un sistema di monitoraggio termostatico avanzato e ad una pompa dell’acqua a capacità variabile, il motore in questo modo preserva una temperatura di esercizio più alta; infine c’è il compressore dell’aria montato dietro al motore.

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