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Telematica: i freni tirati dalla privacy nella corsa all’innovazione.

Telematica: i freni tirati dalla privacy nella corsa all’innovazione.


È in crescita l’applicazione di sistemi high tech, anche se è ancora frenata da rispetto della privacy del driver.

La presenza della telematica sulle flotte di veicoli commerciali è sempre più diffusa e il Barometro delle Flotte Aziendali di ARVAL, anno 2017, parla chiaro: l’adozione di strumenti telematici da parte dei fleet managerè in forte crescita e registra un risultato sostanzialmente in linea con quello europeo.

La percentuale dei gestori delle flotte che hanno già scelto di affidarsi a soluzioni tecnologiche per gestire i veicoli si attesta intorno al 16%, e in Europa la percentuale arriva al 20%: questo dato è decisamente in controtendenza con quello degli anni precedenti, quando ancora l’adozione di supporti tecnologici sembrava decisamente inferiore in Italia rispetto ad altri paese comunitari.

Il rapporto mostra come la telematica sia usata perlopiù in aziende detentrici di grandi flotte, con oltre 50 veicoli in dotazione (35%), subito seguito dalle medie che detengono tra i 10 e i 49 veicoli e quindi dalle piccole (8%) che hanno da 1 a 9 veicoli: evidentemente questo spiega che la gestione degli aspetti amministrativi e gestionali diventa sempre più complessa senza l’ausilio della tecnologia e anche come un sistema informatizzato sia impiegato per garantire alle imprese un maggiore controllo dei costi, nonostante l’obiettivo principale che spinge i Fleet Manager italiani a installare dispositivi tecnologici sui propri veicoli è aumentare lasicurezza dei driver(53%), seguito dalla riduzione dei costi della flotta (51%), dall’ottimizzazione dei percorsi e dalla geolocalizzazione dei veicoli (47%), dal miglioramento deicomportamenti di guidadei driver (35%).

In questo contesto di relativo entusiasmo per l’innovazione del settore, il maggior freno tra quelli che ostacolano l’introduzione dei device figuranoil rispetto della privacy degli autisti per il 50% degli intervistati, la riluttanza degli utenti (36%), l’assenza di un’offerta soddisfacente (25%) e la presenza considerata poco opportuna del prodotto nel veicolo (14%).

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