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Uber estende la sua attività al trasporto merci

Conosciamo tutti Uber, la società americana di taxi che permette di prenotare un passaggio tramite un’apposita applicazione e che da poco ha esteso la sua attività anche al trasporto merci grazie ad una piattaforma utile a mettere in contatto autisti di mezzi pesanti e caricatori.

Anche in quest’ultimo caso, le tariffe non sono contrattabili, e l’annuncio del carico da trasportare una volta pubblicato sulla piattaforma, gode di esclusività e non potrà apparire su altre piattaforme. Per ora questa versione del servizio è stata testata solamente in Texas ma a breve verrà estesa su tutto il territorio statunitense e garantirà il pagamento a sette giorni dell’autista o dell’azienda di autotrasporto.

L’obiettivo dell’azienda è oltre all’espansione commerciale anche la ricerca, dato che Uber ha acquistato Otto, società americana specializzata nello sviluppo di sistemi di guida autonoma, che mira a progettare il pilota automatico per camion.

Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, ha dichiarato che «Uber Freight si presterebbe bene per chi voglia effettuare trasporti su mezzi sotto 1,5 tonnellate dove per l’iscrizione all’albo basta un’autodichiarazione di onorabilità e la patente B. Sopra, è un mondo diverso e più codificato, e cambia anche la natura del carico trasportato. Ma nella fascia fino a 1,5 potrebbe essere una rivoluzione nella rivoluzione, perché Uber può collegare due esigenze: da una parte il privato, magari uno studente, che ottiene un guadagno extra organizzandosi un pomeriggio di consegne, e dall’altra i grandi corrieri, che con la crescita delle spedizioni porta a porta alimentate dal commercio digitale proprio presso i privati (quindi mai in orari ufficio, spesso con difficoltà di recapito) sono alle prese con costi molto alti - e qualche impresa è già finita fuori mercato -. Uber darebbe per quel tipo di consegne un mezzo per disporre di una forza lavoro in sostanza temporanea e sostituibile. Un bene, un male? Negli ultimi quattro-cinque anni in questo settore abbiamo visto un cambiamento dietro l’altro, credo che per giudicare sarebbe necessario vedere, se ci sarà, la prova pratica di tutto questo».

 

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